domenica, marzo 15, 2015

#Maxiprocesso #NoTav 2 Dicembre 2014

Il resoconto a disegni qui sotto riportato, realizzato durante il Maxi Processo ai danni di 53 NoTav il giorno 2 Dicembre 2014, lo dedico ad Antonio Ginetti e a tutti/e coloro che sono stati/e perseguiti/e e poi condannati/e dalla “giustizia” torinese.
Ora, a fine processo, so che le condanne sono state in tutto 47 per un totale di 142 anni e 7 mesi di reclusione. Un bel totale per chi protegge la propria terra da infiltrazioni mafiose oltre che da danni irreparabili all'ambiente.

Il 2 Dicembre, grazie alle arringhe degli avvocati e a i video trasmessi, sono venuta a conoscenza di un'altra parte importante dei fatti ricostruiti durante quelle giornate di manifestazione nell'estate del 2011, fatti di cui la stampa non ha mai parlato e che lo stesso tribunale di Torino non ha preso in giusta considerazione e con il peso che dovevano avere.

Spero che questo mio piccolo contributo possa, seppur in minima parte, aiutare la divulgazione delle notizie di cui in rete non mancherete di trovare abbondante materiale video.


Dopo la partenza mattutina da Voghera, eccomi nuovamente qui vicino al carcere delle Vallette nel parcheggio nascosto destinato all'aula bunker.
Il parcheggio è deserto quindi ne approfitto per disegnare due agenti che parlottano vicino ad un cellulare della polizia.
Per entrare in aula il percorso è sempre lo stesso: prima tappa per la registrazione con documenti alla mano, una seconda tappa con svuotamento dello zaino e controllo della persona con metal detector (sottolineo alla signora carabiniere che porto un reggiseno col ferretto ma l'apparecchiatura non lo segnala e io levo i tacchi).


Dentro l'aula bunker ritrovo i compagni e le compagne del movimento con cui scambio saluti e abbracci. Sono consapevole della situazione pesante in cui si trovano 53 NoTav indagati/e e sotto processo, ma ugualmente non riesco a frenare la felicità di rivedere tutti e tutte.
La consapevolezza delle idee comuni ci unisce ma... non voglio parlare di questo, ora! Il mio compito è quello di carpire più informazioni possibili dalla giornata di oggi dalla mia posizione privilegiata vicino al banco degli imputati.
(nota per chi non ha mai visto il presente tribunale: l'aula bunker è molto grande e solo una piccola porzione in fondo, rispetto al banco degli imputati e del giudice, è organizzata per cittadini e cittadine intenzionate a seguire il processo; da questa posizione non si vede nulla e si sente pure male. Il resto del tribunale è aperto solo a imputati, avvocati, giornalisti e giornaliste- N.d.a)

Quella di oggi è la giornata dedicata alle arringhe degli avvocati difensori.

Avvocatessa Cagià, arringa in difesa di Delsordo:
“Delsordo è stato accusato di lancio di pietre ma, in questo processo, si è dimostrato come il lancio di una di lacrimogeno e una pietra, NON PORTATE DA CASA, siano risposte dettate dalla rabbia di un momento.”


L'avocatessa Cagìa continua:
E' stato inoltre ampiamente provato, grazie al materiale filmato dalle stesse forze dell'ordine, che il 3 Luglio 2011 L'USO SPROPORZIONATO DI LACRIMOGENI HA PRECEDUTO QUALSIASI REAZIONE DEI MANIFESTANTI, che gli agenti si erano da tempo preparati con maschere antigas e loro stessi HANNO TIRATO PIETRE IN MODO IMPONENTE TANTO DA FAR APPARIRE LA SCENA UNA GUERRA DI TRINCEA.”

Io stessa sono rimasta senza parole quando sono stati trasmessi i video in cui i poliziotti ordinavano contro chi sparare lacrimogeni ad altezza uomo con l'intento di colpire.
Altri video facevano chiaramente vedere agenti di polizia che lanciavano pietre contro la folla.

I video in rete si trovano.

Mi chiedo velocemente, tra un disegno e l'altro, quante persone oltre noi che seguiamo i processi, sappiano di tali video prima di gridare “terroristi” in direzione dei No Tav.



Mentre disegno, l'avvocato Cognini, nella sua arringa, sottolinea perfettamente una questione che ho più volte anch'io tentato di spiegare, usando però termini molto meno efficaci:
“Per decidere con serenità dei fatti, questi vanno restituiti alla loro dimensione storica , uscendo dalla finzione dove gli imputati sono i cattivi, i PROFESSIONISTI DELLA VIOLENZA.
Non è così.
Il movimento NoTav ha una storia comune pur tra tante differenziazioni e un pezzo di quella storia si trova sul baco degli imputati.
Rompiamo lo stereotipo del piacere della violenza come una sorta di hobby, ma ribadiamo come RESISTERE COSTI FATICA, è UNA SCELTA NECESSITATA DALL'URGENZA DI DIFENDERE I DIRITTI PERSONALI E COLLETTIVI. Restituiamo autenticità e dignità al movimento e agli imputati; dico questo non solo per un senso di giustizia ma per eliminare il rischio più grande che riguarda tutti/e, ovvero che è GIUSTO CI SIA UNA CONFLITTUALITA' SOCIALE IN UNA DEMOCRAZIA, COME è GIUSTO CHE IN CERTI CASI SI VìOLI LA NORMA. Spesso sono nate emancipazioni da essa e solamente nelle dittature l'oppositore politico viene disegnato come un bandito!

(Grazie a Massimo di Tg ValleSusa per le registrazioni audio e grazie a Simonetta di Tg Maddalena per i VIDEO e gli ARTICOLI  – N.d.a)


Avvocato Molè in difesa di Schiaretti Matteo.

Matteo sembra essere stato “riconosciuto” dall'accusa per due fotografie scattate in due diversi momenti: una foto è stata estrapolata dalle riprese video fatte dall'elicottero l'estate del 2011, durante la manifestazione, l'altra è stata fatta durante un controllo del pullman sul quale Matteo viaggiava di ritorno -forse- dalla Valle.
Nelle due foto, le due figure portano una maglietta gialla (è una prova?!) e si intravede un tattoo sulla mano destra, nemmeno uguale come hanno potuto dimostrare gli avvocati difensori, ma queste due uniche prove sono bastate a portare a processo Matteo.


Gli avvocati mandano uno spezzone di video ripreso dalle stesse forze dell'ordine il giorno dello scontro in cui si sentono chiaramente, fuori campo, gli incitamenti degli agenti:

“Lo vedi? Tiraglielo dritto!”

“Lo vedi il bastardo qua sotto? Se riesci a centrarlo... prendi la mira appena esce!”
(“appena esce” inteso quando esce allo scoperto un ragazzo dal cespuglio dove era nascosto. n.d.a)

“Se riesci a centrarlo... prendi la mira appena esce”
(l'incitamento è a centrare la persona, il manifestante NoTav con un candelotto lacrimogeno, peso 120g e sparato con ordigni professionali a 300Km/h n.d.a)


  Concludo il resoconto con alcune immagini ridisegnate a casa e con la possibilità di avere il fermo-immagine dei video di youtube.
Ringrazio Simonetta e Tg Maddalena per il materiale caricato in rete di cui consiglio -vivamente- la visione.

Nei video si vedono chiaramente agenti che lanciano pietre verso i manifestanti.

Voci fuori campo dei poliziotti:
“Non lo prendere in faccia, eh!”
“No, sulla gamba lo prendo”

Sempre voci fuori campo degli agenti mentre tirano lacrimogeni ai manifestanti:
“Dove glielo tiro, lì in mezzo?”
“Sì sì, se riesci sì”
“Ma io glielo tiro per fare male...”
“No no, alla testa no”

Le immagini video (ribadisco, girate dalle stesse forze dell'ordine) riprendono chiaramente il lancio di lacrimogeni ad altezza uomo con l'intento di colpire le persone.

Nei video si vede che i poliziotti sparano alla folla, contro i/le manifestanti!

Quel giorno in Valle sono stati lanciati 4357 lacrimogeni contro una folla di persone inermi. 

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Siti importanti da cui potrete recuperare informazioni dirette e di prima mano (le giornaliste ed i gionalisti di questi due siti riprendono direttamente immagini e audio):


La primula s'apre alla luce


Disegno da me arealizzato per una poesia di Gianni Milano:

T’accucci al mio fianco – 
la primula s’apre alla luce. 


domenica, maggio 25, 2014

#Maxiprocesso #NoTav

Torino, aula bunker delle Vallette
Martedì 13 Maggio 2014

Il resoconto della mattinata lo potrete trovare QUI grazie alla giornalista S. Zandiri.
Quelle che seguono sono le illustrazioni che ho realizzato all'interno dell'aula bunker delle vallette a Torino, dalla postazione dedicata al pubblico, cioè lontanissima da dove si svolgeva il processo vero e proprio.
L'aula bunker, con le sue cancellate, i vetri e le gabbie, ha tutto l'aspetto di dover accogliere degli Annibal Lecter o dei Ferox, se fossimo in un'ambientazione di Sine Requie.

Il Maxiprocesso si rifà agli avvenimenti del 27 giugno e  del 3 luglio 2011.
Trascrivo un pezzo di Massimo Bonato dal giornale web TgValleSusa:
" Nessuno di essi (dei manifestanti) ha visto pietre volare il 27 giugno, né il 3 luglio, sia come causa scatenante della pioggia di lacrimogeni piovuta aui manifestanti da ogni lato, sia dopo, in fuga nei boschi il 27 o risalento la provinciale di Chiomonte il 3 luglio.
Da tutti emergono sostanzialmente testimonianze identiche.
Si ricorda quindi la fiaccolata della sera del 26 giugno, la notte insonne trascorsa in attesa del paventato sgombero, il segnale pirotecnico all’alba che indica l’arrivo delle Ff.Oo., e i primi lampeggianti sopra a Giaglione; la polizia nella galleria dell’autostrada e la pinza. Per tutti l’esperienza è stata simile quel 27 giugno, sia per chi è rimasto al piazzale, come E.L. che presta la propria opera nell’infermeria della Libera repubblica della Maddalena, sia per chi si è approssimato alle barricate.
Come già emerso, nessuna notifica di sgombero era stata trasmessa; nessun avvertimento preventivo volto a far allontanare la gente dai luoghi era stato lanciato, nessuno tentativo di dialogo era stato possibile. Soprattutto, per tutti la preoccupazione era che la pinza meccanica in opera sull’autostrada per tagliare la barriera frangivento potesse far del male a chi si trovava sulla barricata, sulla quale poi si è abbattuta con disinvoltura, senza rispetto per l’incolumità dei manifestanti che ancora vi si trovavano abbarbicati."

Da qui continuano le testimonianze della mattinata e io disegno quel poco che riesco a vedere.

Prima di poter entrare nell'aula dobbiamo venire registrati con carta d'itentità alla mano e perquisiti, alla seconda entrata, da un carabiniere o da una carabiniera, con conseguente svuotamento di borsa e tasche.
A vigilare che tutto filasse liscio, manco a dirlo, degli agenti in tenuta antisommossa presenti in ogni angolo.



Mentre disegno ascolto i testimoni e più di una volta ho la pelle d'oca nel sentire i resoconti di ciò che è avvenuto. Come ho già scritto in precedenza, io -per fortuna- non ho mai sentito sulla mia pelle il soffocamento di un lacrimogeno, o sulla testa, sulle braccia, sulla schiena, una manganellata ben assestata, ma ne posso ben comprendere l'atroce cattiveria se, a distanza di anni, ai/alle testimoni si rompe ancora la voce mentre lo raccontano.

E malgrado tutto l'inferno subito, la domandona in serbo da parte dell'accusa è sempre la stessa: "Ha visto qualcuno che lanciava pietre?"


mercoledì, maggio 21, 2014

#Manifestazione del #10Maggio

parte 2

La prima parte la trovate QUI, cioè poco sotto il presente post :)

Come scritto sul diario, mi fermo a disegnare in mezzo a C.so Francia tra il vociare dei manifestanti, le canzoni, i passeggini e l'aria di resistenza. Mi ripeterò in quel che scrivo, ma c'è un che di magico nell'aria, di unico, un'energia che solo così tante persone tutte insieme possono creare.
Mentre disegno vengo ripresa da un giovane barbuto e capellone, molto bello, che lavora per la Tv e mi è impossibile non notare come si camuffi perfettamente tra la folla. Mi chiedo se vengano scelti apposta da una testa coordinatrice oppure se non si tratti di naturale selezione :)

Una nota: rimango ferma a disegnare almeno 15 minuri e all'orizzonte ancora non si vede la fine del corteo.

Dalle finestre del corso, mute persone ci guardano sfilare, qualcuno le invita ad unirsi al corteo ma faccio fatica ad individuarlo, siamo troppi.
Tutti i cestini della spazzatura sono stati chiusi da un'inquietante griglia metallica; oltre che zombies feroci aggrediamo anche le pattumiere? Ad ogni modo, noto che l'immondizia viene diligentemente sistemata di lato
al cestino o ancora, nella maggior parte dei casi, i/le presenti mettono in borsa o nello zaino ciò che non riescono a buttare grazie alla griglia metallica.

A fine giornata verrò a sapere che nel corteo sono presenti volontari che, con tanta pazienza, raccolgono ciò che il Comune di Torino non ci ha permesso di gettare negli appositi cestini.
A Porta Susa le camionette dei carabinieri sono tantissime.
Ritraggo una delle tante famigliole che silenziose seguono il corteo.
Poco prima di piazza Solferino sento della musica e vengo a sapere che al corteo si è aggiunta una banda e si fanno chiamare: "Banda No Tav". Intonano subito "Bella Ciao".

In piazza ci fermiamo e anche qui, grazie al passaparola, ne scopro il motivo: la parte di corteo precedente alla mia, si ferma davanti allo schieramento militare per lasciar passare il tronco palesemente anarchico ed i/le giovani dei centri sociali, perché il sospetto è che proprio in questo posto le forze dell'ordine potrebbero manganellare. Insomma, quale momento migliore per screditare ancora di più i NoTav e gli anarchici? Perchè si sà bene che al suo interno il movimento copre frange violente e anarchiche capaci di fare chissà quali azioni indicibili!
Le idiozie sono sempre le stesse: negli anni '30 c'erano i comunisti mangiabambini, i russi che portavano via sui loro barconi frotte di inermi pargoli da divorare, ed ora ci sono gli anarchici, i centri sociali, gli immigrati... tutti violenti, tutti ladri e tutti terroristi. Tutti da mettere dietro sbarre e reti di ferro, insomma.

"Bella ciao" questa volta viene cantato in faccia a carabinieri, polizia e guardia di finanza.


In piazza Castello lascio il mio diario in mano a Simone per andare a bere alla fontanella e lui comincia a disegnare il "forno errante" NoTav, un'invenzione geniale capace di sfornare buonissime pizzette con le olive. Peccato (solo per me, ovvio) che l'attesa sia lunga, perché ne avrei assaggiata volentieri una!

Anche il "Forno Errante" è libertà NoTav :)

lunedì, maggio 19, 2014

#Manifestazione del #10Maggio

parte 1


 Io e Simone arriviamo a Torino intorno alle 13:00 circa e, una volta usciti dall'autostrada, invece di proseguire per la tangenziale, usciamo a Santena percorrendo la strada statale.
Al casello già si vedono macchinate di compagne e compagni diretti in quel di Torino. Provo una bella sensazione, in qualche modo le manifestazioni mi ricaricano d'energia :)
Arrivati in città, Simone mi lascia all'angolo tra C.so Vittorio e C.so Peschiera perché i vigili hanno già chiuso C.so Vittorio, appunto... ma il bello deve ancora arrivare!
 Ed eccomi in p.zza Adriano, la piazza del raduno di sabato 10 Maggio!

Non perdo tempo e comincio subito a disegnare sulle pagine del mio diario, salutando qui e là persone amiche e persone conosciute in altre occasioni che mi si avvicinano. Per quel che posso vedere siamo davvero tanti.
Ma ciò che mi lascia senza parole e mi fa cadere la mascella è l'enorme barricata di ferro e cemento eretta tra i manifestanti e il proseguimento di C.so Vittorio dove c'è il tribunale di Torino, barricata presidiata da innumerevoli mezzi delle forze dell'ordine... una muraglia lunga e stupida, nella sua immobile inutilità. Quasi quasi mi sento in gabbia. Ma che ci sta a fare tutta quella roba lì? Devono mica difendersi da un'orda di zombies mutanti? Che diamine, siamo in Italia, un paese democratico, patria della pizza, un paese civile, mica in Palestina! Dico bene?!

I poliziotti, costantemente in tenuta antisommossa, oltre la griglia metallica ci guardano impassibili e temerari, manganelli alla mano.
Raggiungo un banchetto del movimento NoTav dove acquisto due foulard (uno per me e uno per Simo che arriverà più tardi) ed un fischietto per Simone. Ho il tempo di ritrarre il signore che lavora presso il minuscolo e fornitissimo banchetto, sono 14:30 passate.
Trascorrono altri minuti e, come rappresentato nella vignetta disegnata sul mio diario, vengo a conoscenza del motivo per cui il corteo non si è ancora messo in marcia: dei gruppi NoTav provenienti da fuori Torino hanno difficoltà a raggiungere la città per via delle forze dell'ordine che si prodigano, da una parte, fermando massicciamente i manifestanti nella stazione di P.ta Nuova, dall'altra parte, controllando/rallentando i pullman in uscita dall'autostrada.

Il gruppi di Milano e di Roma arrivano rumorosi e pieno di canti, sparando piccoli fuochi d'artificio. I giornalisti, che fino ad allora si erano camuffati nella folla, escono allo scoperto e cominciano a fotografare come selvaggi in cerca di uno scoop. Fotografano anche me intenta a disegnare.


Cammino veloce per vedere il più possibile del lunghissimo corteo, i visi dei presenti, gli striscioni, i canti, è tutto così pieno di vita e aspettative che i barricamenti della polizia passano in netto secondo piano. Ad un certo punto mi affianco ad una signora dell'età di 80 anni circa, ha uno sguardo risoluto e una riservatezza educata. E' seduta su una sedia a rotelle spinta dal figlio. Chiedo gentilemnte alla signora se posso disegnarla e lei accetta: non le chiedo null'altro anche se mi piacerebbe sapere di più sul suo conto.
Spero di rincontrarla.


Fine prima parte.

martedì, maggio 06, 2014

#Torino, manifestazione 1 Maggio 2014

Arrivo in p.zza Castello con mezz'ora di ritardo e sento da lontano alcune voci, radi applausi e 2 fanfare che passano, una delle quali suona “Bella ciao”. Poi passa un gruppo parecchio scortato e tra le facce non riesco a scorgere nessun personaggio “importante” degno di tale scorta; in compenso, un uomo dall'altra parte della strada urla a tutti i gruppi in sfilata che i fascisti sono nel corteo anzi, il corteo lo aprono proprio loro... <>
Dopo aver schizzato velocemente la scena proseguo per via Po in cerca del corteo NoTav.
 
Cammino per qualche minuto in via Po senza vedere nessuna bandiera NoTav e poi, ad un certo punto li sento: sono i cori dei compagni in lontananza e le grida delle canzoni di protesta. A precedere il massiccio gruppo NoTav, una moltitudine di poliziotti e agenti in borghese, tutti carichi di apprensione tanto da spingermi quasi via mentre gli passo vicino. 
Siamo ancora in Via Po.
Arrivo bella trulla con un sorrisone stampato in faccia vicino ai compagni che sfilano e, nel salutare gli amici, vengo a sapere che in p.zza Vittorio la polizia ha già caricato i manifestanti lasciando passare prima di loro il gruppo del Pd con tutti i maggiori esponenti a favore del Tav (più tardi, a casa, leggerò a mezzo stampa che nel gruppo c'erano Fassino, Chiamparino ed Esposito, tesi che sfilavano con un sorriso forzato e poco credibile per la campagna elettorale).
La brutta notizia e la tensione per la polizia pressante non ferma il corteo che invece procede cantando a squarciagola “Bella ciao”. Le bandiere sono tantissime e il corteo è vivo.
Arriviamo in p.zza Castello.
Io sono davanti allo striscione dedicato a Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò cercando di disegnare più possibile mentre cammino. La Renna prende il microfono e con l'amplificatore acceso intona i canti della Valle con tutti noi che la seguiamo senza sosta. Un fotografo (o un giornalista?) mi si avvicina e mi riprende, poi mi regala una matita dicendomi di aver frequentato l'istituto d'arte e che una matita poteva sempre servirmi. “Che gentile” penso io e poi procedo nella marcia verso via Roma.
Prima i girare in Via Roma ricordiamo con tutta la voce possibile Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò, i/le 4 compagn* ancora inutilmente in carcere. La loro detenzione speciale di isolamento, senza prove a carico, dura da quasi 5 mesi.
CHIARA, MATTIA, CLAUDIO, NICCOLO' LIBERI TUTT* LIBERI SUBITO!
Il corteo intanto si è fermato e non procede. Decido di andare più avanti per capire cosa stia succedendo.
Percorro via Roma sotto i portici brulicanti di persone di tutte le età ed estrazioni sociali, poi sento un forte vociare e vedo la polizia caricare per la seconda volta, poi per una terza volta e a questo punto accade una cosa per me quasi incredibile: le persone intorno a me si ribellano. Ma non quelle del corteo NoTav, ma proprio i passanti che passeggiavano lateralmente sotto il porticato!
L'urlo ai danni della polizia diventa sempre più alto e più forte, dice: “Assassini! Assassini!” e le persone che lo urlano non stanno ferme ma vanno incontro alla polizia, la fanno indietreggiare e fermare così che il corteo possa riprendere la marcia e lo fa intonando ancora una volta “Bella ciao”. Metto via il diario e canto anch'io con tutti i presenti e la manifestazione la sento mia, come sento mie, forse per la prima volta, le parole della melodia.
E' un momento speciale.
Finalmente siamo in P.zza San Carlo, una meta che è costata non pochi scontri e non poche botte per i compagni (malgrado la stampa e gli organi di informazione, il pomeriggio stesso, volessero far credere che il corteo fosse formato da violenti anarchici antagonisti e blablabla).
I No Tav prendono possesso del palco e gli altoparlanti scandiscono le parole semplici e decise di Nicoletta Dosio, mentre un pensiero corre a Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò, agli indagati e a quei/quelle ragazz* che nella mattinata sono stati portati via dalla polizia.

 
Un gruppo di persone felici balla sulle note della canzone “Comandante Che Guevara”.
Comincia la festa ma davvero per poco tempo perché, grazie all'operoso lavoro delle forze dell'ordine, grazie alla massiccia quantità di cellulari corazzati (è passato un momento che ne ho contati 10 più le jeep) quasi tutti se ne vanno a festeggiare in altri luoghi.






#Pasquetta #NoTav 2014





Lunedì 21 Aprile 2014, ore 9:15
Parto da Torino e lascio i miei amici non proprio in forma e con un cielo grigio che minaccia pioggia in ogni momento, ma ugualmente non ho la minima intenzione di saltare l'appuntamento a Giaglione.
Come prima tappa raggiungo la Renna e Cosimo ad Avigliana, aspetto che finiscano di preparare i panini per il picnic e poi ripartiamo insieme alla volta di Susa.

Una volta arrivati a Giaglione troviamo altri compagni che si mettono in marcia non appena arriviamo; sembrava quasi aspettassero noi! Una volta raggiunto il ponte vicino ai cancelli veniamo sbarrati da un dispiegamento di carabinieri in assetto antisommossa che ci vieta il passaggio.
Senza nemmeno pensarci due volte cominciamo a salire per un sentiero in montagna, un percorso bellissimo tra i boschi di circa un'ora che ci porterà al Campo della Memoria e da lì al campo davanti alla Clarea acquistato dai NoTav. Scende una pioggerella sottile e mentre camminiamo notiamo ben 4 salamandre nere striate di giallo che languide si godono le gocce di maltempo.
Riesco a disegnare velocemente un albero e dei compagni che camminano, ma nulla di più: non conoscendo il posto non voglio attardarmi per timore di perdere il sentiero.




Arriviamo affamati al campo, ora siamo davanti alla Clarea.
Il posto è già presidiato da compagni NoTav e da pranzi imbanditi modi picnic. Saluto velocemente le persone che conosco e poi comincio a disegnare senza perdere tempo.
In ogni angolo verde fanno capolino carabinieri, caschetti, scudi, radio e manganelli. Dall'altra parte il sentiero decretato impercorribile (è zona rossa per la Questura di Torino) le reti, il filo spinato, e oltre ancora i silenziosi e immobili bulldozer del cantiere.




Mentre disegno il cantiere, vedo ferma sul sentiero "rosso" (quando qualcuno è sul sentiero vuol dire che è della gigos o della polizia) una signora. E' da sola e dal muretto del campo alcuni NoTav le parlano. Mi avvicino e comincio ad ascoltare e disegnare.
Di seguito risporto quanto ho scritto sul diario:


Questo per me è stato il momento più contraddittorio che abbia vissuto negli ultimi tempi. Mentre disegno cattura la mia attenzione una signora ben educata che dal sentiero scambia chiacchiere con alcuni NoTav.

Scopro essere il più alto grado della Digos lì presente; è lei che dà ordine di attaccare o meno i manifestanti, è lei che decide se usare o no gas tossici contro persone inermi.



Ed ora la vedo lì, gentile, a dire che i suoi figli “vanno a scuola ma non alle manifestazioni”. Un argomento di sicuro interessante per la trama di una “nuova” e noiosa fiction televisiva di forze dell'ordine condita con tanta religione cristiana.



Poco lontano un gruppetto di carabinieri parlotta osservandoci.



(Domande lecite)

“Il prefetto che sbarra oggi a noi la strada, è lo spesso che ha consegnato le chiavi della Reggia di Caserta a Cosentino?”
Emilio, compagno NoTav.








Riporto ciò che ho scritto mentre disegnavo:


Ad un certo punto mi sposto perché voglio disegnare la rete del cantiere costellata di fiori colorati appesi dalle tante persone che negli anni sono passate per questo sentiero. Un gruppo di carabinieri mi guarda in modo sospetto e due di loro camminano verso di me per capire cosa io stia facendo.



I colori della primavera sono bellissimi quando il sole li scopre facendo capolino tra le nuvole.





Dal prato dove si festeggia la Pasquetta arrivo al Campo della Memoria e ne immortalo la scritta in ferro.


Campo della Memoria.



“La cosa più importante è che si continui ad agire perché i poveri contino.

Ci incontreremo ancora. Ci incontreremo sempre. In tutto il mondo, in tutte le chiese, le case, le osterie. Ovunque ci siano uomini che vogliono verità e giustizia.”

Don Andrea Gallo



RESISTERE, un diritto;

OPPORSI, un dovere;

COMBATTERE, l'impegno;

VINCERE, l'utopia;

L'UTOPIA, la strada.



Oggi, per me, è la prima volta che metto piede sul ponticello che porta in Clarea, quasi non ci credo.

Scherzando con la Renna lo calpesto per bene, mi siedo sul muretto e me lo godo pensando al momento in cui l'avvenimento potrà ricapitare, e sempre per gentile concessione dell'esercito.





Con la scusa di parlare con noi, anche i carabinieri e la digos si mettono sul ponte. Qualcuno tira fuori un tablet e legge la notizia del giorno: sarebbe stata ritrovata una bomba molotov NoTav nel campo in Clarea... bomba che in realtà non era altro che un trenino in legno colorato e lasciato nel campo per la manifestazione che doveva avere luogo lì. QUI l'articolo.
I carabinieri ridono, la signora capo della digos pure ed io disegno due dei tanti lacrimogeni sparati chissà quando ad altezza donna/uomo.

Pian piano ci buttano fuori dal ponte che ritorna (così sembra) di dominio dei manganelli e dei caschetti.







mercoledì, ottobre 16, 2013

#Alfano ospite a "Porta a Porta"

Alfano, un uomo tutto d'un pezzo, un uomo che non "le manda a dire" ospite da Bruno Vespa alla trasmissione Porta a porta.

sabato, ottobre 12, 2013

Campeggio #NoTav di #Chiomonte

3 Settembre 2013.

Ad illustrare le pagine del mio blog, questa mattina, sono le bellissime e realistiche matite di Simone Delladio realizzate presso il presidio #NoTav di Chiomonte in #ValSusa.


Mentre io mi concentravo a disegnare i ragazzi delle scuole siperiori ascoltando i loro discorsi e viaggiando tra i ricordi di quell'irripetibile età rappresentata dai 18 anni, Simone riprendeva l'angolo dedicato alla raccolta differenziata, fatta con rigore anche in un luogo poco comodo come questo presidio.
Per chi non fosse mai stato al presidio di Chiomonte, sappiate che non è proprio attaccato ad un centro abitato, ma è a valle, vicino al fiume, ed i cassonetti dell'immondizia è più facile raggiungerli in macchina piuttosto che facendo la lunga salita a piedi. Specialmente quando si deve buttare il vetro o i rifiuti non reciclabili.
Ogni presidio NoTav ha un posto dedicato ai rifiuti differenziati.


Ancora Simone alle matite: l'immagine che vedete ritrae perfettamente l'angolo cottura e la cucina  del campeggio in #Clarea, l'area recintata e militarizzata del cantiere dove, unici a muoversi e lavorare, sono appunto i militari, i carabinieri e la polizia. La famosa "Talpa", la gigantesca trivella portata a pezzi al cantiere, sta bene al coperto in un capannone.
Ricordo anche qui la notizia poco citata dalla stampa nazionale, secondo cui la Francia ha rimandato al 2030 i lavori per lo scavo del tunnel Torino-Lione. In parole povere, non si capisce cosa stiano ancora facendo tutti i militari in Val Susa.

 Il presidio in Clarea è stato tolto quella domenica stessa in previsione del freddo invernale; era contenuto di proporzioni ma non mancava nulla.
Alle 15 circa, arrivati dopo una passeggiata nelle vicinanze dei cancelli, siamo stati accolti da una pentolona di polenta gialla cotta su una grande pietra piatta tipica del posto e chiamata losa. Sempre sulla pietra, è stata cotta la carne per i carnivori, mentre i vegetariani come me hanno potuto banchettare con polenta e sugo di funghi! Non a caso infatti capita di incontrare compagni che si lamentino dei chili presi in queste giornate! :D

Finito di mangiare, io e Simone abbiamo continuato a disegnare e stare insieme agli altri nel fresco del bosco.

giovedì, ottobre 10, 2013

Assemblea #NoTav a #Bussoleno

Venerdì 6 Settembre 2013.

Pubblico con poco più di un mese di  ritardo i disegni della serata a Bussoleno, grazie al mio "sempre presente" problema: l'assenza di tempo! (ben inteso: sono consapevole che il problema non riguardi solo me)
Ma come fanno alcun* a fare "tutto", dal lavoro, alle faccende di casa+spesa+pulizie e lavaggi indumenti, dedicandosi pure agli hobby e tenendosi del tempo per lo sport?! Io questa sera non sono nemmeno andata a correre pur di risicare altro tempo alle mie faccende... bah! Non me ne capacito!

E veniamo a noi :)

Le tre pagine che qui pubblicherò le ho disegnate venerdì 6 Settembre ad una assemblea NoTav presso il Centro Polivalente di Bussoleno. 
La serata cominciava alle 21 ma, a causa del lavoro e della mia capacità di ritardare sempre e comunque, sono riuscita a parcheggiare alle 22:40 davanti al centro. 
Ricordo, a darmi il benvenuto in valle, una bella pioggia battente.

Appena parcheggiata la macchina, ero alla ricerca di un ombrello nel bagagliaio quando mi si avvicina un signore e mi dice di stare attenta alla macchina, perché: "a Bussoleno c'è qualcuno che buca le gomme dei NoTav". Io sgrano gli occhi e chiedo: "Mi conviene spostare il veicolo altrove?" Il signore, gentilmente, mi risponde che è meglio lì davanti perché ci sono loro a sorvegliare, a turno.

Vengo poi a sapere che ad essere prese di mira sono le macchine che espongono simboli NoTav. Da vigliacca penso: "io non ho esposto nulla..." e anche questa volta il movimento mi dà una lezione e mi fa pensare che si è arrivati al punto di non essere nemmeno più liberi di dimenticare un foulard o una bandiera NoTav in auto senza rischiare di incorrere in atti vandalici. Vengo a sapere che Nicoletta Dosio, una delle esponenti del movimento, non sistema quasi più la sua macchina tante sono le volte che le hanno bucato le ruote o le hanno rigato la carrozzeria.
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Il punto vero, è che nessuno di loro si lascia intimorire, anzi, organizzano turni per cercare di tenere alla larga i vandali. 
Come sempre, l'unione fa la forza.


All'interno, il centro polivalente è gremito di persone che ascoltano racconti, esperienze personali e idee per nuove manifestazioni. Molto interessante il racconto di Mimmo riguardo la sua avventura in Puglia, avventura che racconterò più avanti in un post tutto dedicato a lui.

A parlare sul palchetto si avvicendano diversi membri del gruppo per fare il punto della situazione, come la signora appartenente al gruppo dei cattolici NoTav che tutti i giorni vanno in Clarea a pregare, oppure Alberto Perino, o ancora Marco Scibona, senatore del Movimento 5 Stelle, il quale racconta la sua ultima esperienza all'interno del cantiere per monitorarne i lavori.
Io cerco di ascoltare e intanto disegno.
Più di uno, incuriosito dal quadernetto nero, ogni tanto mi appare alle spalle a sbirciare e capire che combino.

 

Trovo particolarmente toccante l'intervento della mamma di Carlo Giuliani che siede vicino a me con un cagnolino al guinzaglio. Verso fine serata prende la parola sul palco complimentandosi con tutti per aver saputo rafforzare il movimento negli anni rendendolo più unito, malgrado gli attacchi della stampa e della politica lo volessero sgretolare con le continue accuse mediatiche. 
Accuse che però hanno funzionato col movimento no-global del G8 di Genova. 
Aggiunge che non le interessa che la stampa scriva di suo figlio come di un pericoloso aggressore, ma le dispiace constatare che tale accusa sia permeata nelle teste delle persone che in quei giorni erano presenti a Genova ed hanno visto coi loro occhi cosa accadeva. 
Le accuse sono riuscite a dividere il movimento no-global uccidendolo sul nascere, insinuando il dubbio tra i manifestanti che ci fossero dei delinquenti da arginare tra di loro. Il resto è facile da intuire.

E a proposito di G8 di Genova: nei giorni scorsi è stato condannato Massimo Pigozzi, agente genovese che partecipò alle torture nella caserma di Bolzaneto e negli anni successivi, non rimosso dal suo incarico come richiesto più e più volte dalle vittime, stuprò 4 donne in carcere. QUI l'articolo completo tratto dalle pagine de Il Fatto Quotidiano. 







lunedì, ottobre 07, 2013

Stufe #NoTav a risparmio energetico

Di seguito pubblico 4 pagine disegnate dopo aver costruito, quest'estate al campeggio di #Chiomonte, una stufa (in un solo pomeriggio!!) sotto la direzioni di un energico membro del movimento, nonché creatore (insieme ad altri ragazzi) dell'eco-villaggio artistico Le Trune in Val Susa.

La stufa l'abbiamo costruita interamente con elementi di recupero, pietre, terra, acqua e tanta fantasia! Mentre procedevamo nemmeno io credevo avrebbe funzionato, e invece... è stato stupendo accenderla e vedere che funzionava :D

Questo per dire che la si può costruire molto più bella se si ha il tempo, e la pazienza, di cercare materiali migliori per realizzarla.

Buona lettura e buon divertimento!