domenica, febbraio 15, 2026

Intervista per Iria Podcasting

Chiacchiere a tema fumetto, che potrei volere di più?! 😍

Questa è l'occasione che mi è capitata mercoledì sera, 11 febbraio, grazie all'invito di Luca di Iria Podcasting.

Una delle missioni di Luca? Quella di dare voce a persone come me che intraprendono un mestiere artistico, ma anche di dare voce a persone capaci di percorrere strade nuove e che, non ultimo, organizzano eventi nella nostra zona.

E via, da qui abbiamo chiacchierato davvero di tutto: dalla mia esperienza al fumetto indipendente italiano di fine anni 90', dalle case editrici nostrane fino ad arrivare alle scelte che si fanno quando si deve comporre una tavola a fumetti... Luca più volte avrebbe voluto stoppare l'intervista, ma io sono andata avanti come un treno a raccontare... poveretto! XD
Mi diverto a parlare di fumetto, che ci posso fare?

Per ascoltare l'intervista, 👉 QUI il LINK alla pagina YouTube di Iria Podcasting.

Ringrazio ancora Luca per l'occasione che mi ha dato di poter chiacchierare del mio mestiere.

Sono conscia di aver parlato di pezzetti piccolissimi inerenti, ovviamente, alla mia esperienza di fumettista, pezzetti che poi vanno a comporre un puzzle molto, ma molto più grande del Fumetto Italiano, sarò quindi contenta di leggere i vostri pezzi di storia del Fumetto e aggiungere così conoscenze.

Per il momento vi auguro un buon ascolto e ci sentiamo presto 😊

P.s. Luca ha uno studio di registrazione stratosferico, ne sono rimasta affascinata!






9 commenti:

Luca Lorenzon ha detto...

Finalmente sono riuscito a vedermelo tutto con calma (senza certe divagazioni sulle fumetterie milanesi, Bozzetto e gli illustratori sarebbe stato più fluido).
Purtroppo non posso che darti ragione su tutta la linea... si stava meglio quando si stava peggio (negli anni che furono i fumetti erano visti malissimo e stravendevano, oggi che sono arte sono in crisi), in Italia tutti vogliono fare fumetti ma in pochi li leggono, la Self Area presenta prodotti che per qualità sia intrinseca che cartotecnica sono anche superiori a quelli mainstream.
Non sapevo del numero di Stirpe di Pesce pecettato, mi sa che ho le tirature successive.

☆♥ Laura Spianelli ♥☆ ha detto...

Mmmh... in merito alla copia pecettata non ti saprei dire, dovrei guardare nei punti strategici XD ne avevo corrette un'infinità!

☆♥ Laura Spianelli ♥☆ ha detto...

Per i ragazzi e le ragazze, il fumetto non ha più una valenza di rottura sociale. MI è capitato di parlarne a una mostra di originali (in cui esponevo anche io) dieci anni fa, davanti a scolaresche delle medie e delle superiori: sbadigliavano!
Ok, magari erano complici anche le me doti oratorie, anche se non mi ero preparata un discorso noiosissimo... ma parlare di Batman o Hellboy, o ancora l'Uomo Ragno non aveva più appeal. E da quel momento è caduto a valanga.
Aggiungo, grazie alle mie uscite alle manifestazioni di settore, che già da tempo il Fumetto interessa per lo più a chi disegna, come se ad occupare i posti al cinema ci fossero solo registi o attori.

Ad ogni modo, mi fa piacere leggere che anche per te in Self ci siano prodotti di pregio, lo penso anche io.

Luca Lorenzon ha detto...

Va anche detto che anche i prezzi in Self Area hanno raggiunto livelli da professionisti. Ma di solito meritano di più!

☆♥ Laura Spianelli ♥☆ ha detto...

Intendi i prezzi dei volumi venduti in Self Area?
In questo caso hai ragione, ma è anche vero che NON sono produzioni underground, ma vere e proprie produzioni professionali in cui non solo si lavora a un progetto articolato e strutturato a livello di storia, ma si sceglie la carta, si spazia progettando formati diversificati, si sperimenta sia con le copertine che con i modelli di stampa (cartonati, brossurati, ecc.ecc.) Tutto questo tenendo bene a mente che non essendo delle case editrici a farlo, non c'è nessuno sconto editoria e il prezzo della carta è salito da matti. Insomma, sono tutti soldi con cui scommettono i collettivi.
In queste condizioni hai ragione ad affermare che i prezzi sono lievitati.

Luca Lorenzon ha detto...

Sì, intendevo anche quello. A proposito di creatività e formati l'anno scorso alla Self Area ho visto una specie di fumetto-gioco in scatola con cinque o sei volumetti dentro. E ci sono tanti prodotti che a livello di stampa, materiali, formato possono competere con quelli delle "major". E vincere.

☆♥ Laura Spianelli ♥☆ ha detto...

In che senso intendevi "anche quello"?

☆♥ Laura Spianelli ♥☆ ha detto...

Comunque sì, sono d'accordo: molti prodotti possono competere con le Major e vincere. I collettivi hanno la fortuna di essere giovani, veloci e le cifre investite "modeste" (modeste per un editore) messe in campo, permettono più facilmente la sperimentazione. Le case editrici per muoversi devono mettere in conto tutto un apparato lavorativo, commerciale e pubblicitario diverso che le rende, per ciò che concerne la creatività, più lente e sotto certi aspetti "pesanti" nell'affrontare una novità. Tirando le somme, per me non esiste un'offerta migliore dell'altra, ma una diversificazione di cui ne possono godere lettrici e lettori oltre che una possibilità di ibridazione interessante. Se un progetto indi funziona lo può prendere una Major, se un sistema di vendita/un tipo di stampa funziona, lo può far suo l'indipendente.

Luca Lorenzon ha detto...

Intendevo che il prezzo del prodotto finito è alto, paragonabile a quello di un editore affermato, ma che anche i costi vivi che citi sono aumentati!