Buona sera a tutt* !!
Il lavoro sulle pagine del capitolo introduttivo a Stirpe di Pesce continua e mi ha portata a decidere di aggiornare il blog con due pagine a colori la settimana.
Spero presto di poter pubblicare anche il materiale tradotto in inglese.
Buona lettura e buon inizio di settimana.
A presto!!
p.s. di seguito riporto i link dove potete trovare Stirpe di Pesce:
FACEBOOK
TWITTER
TUMBLR
lunedì, agosto 03, 2015
venerdì, luglio 31, 2015
Tavola 3 a colori!
Buongiorno
:)
Eccomi nuovamente sulle pagine del mio blog per pubblicare la terza pagina di "Stirpe di Pesce", pagina che ospita due importanti citazioni letterarie al suo interno.
Buona lettura, quindi, e a presto!
:)
Eccomi nuovamente sulle pagine del mio blog per pubblicare la terza pagina di "Stirpe di Pesce", pagina che ospita due importanti citazioni letterarie al suo interno.
Buona lettura, quindi, e a presto!
mercoledì, luglio 29, 2015
Stirpe di Pesce, tavola 2 a colori
Ed ecco pagina 2 colorata e lettarat per il progetto Stirpe di Pesce.
Approfitto di questa torrida estate e delle vacanze per portarmi avanti il più possibile con la mia storia e con novità in arrivo!!
Per chi fosse interessato può seguirmi su Twitter, Facebook e Tumblr :)
Buona giornata e a presto!!
Approfitto di questa torrida estate e delle vacanze per portarmi avanti il più possibile con la mia storia e con novità in arrivo!!
Per chi fosse interessato può seguirmi su Twitter, Facebook e Tumblr :)
Buona giornata e a presto!!
martedì, luglio 28, 2015
Stirpe di Pesce, pagina 1 colorata
Pagina 1 inchiostrata e colorata del mio progetto "Stirpe di Pesce".
Il lavoro prosegue ;)
Buona serata e a presto!!
Il lavoro prosegue ;)
Buona serata e a presto!!
lunedì, luglio 27, 2015
Stirpe di Pesce: pagina introduttiva
Pagina di introduzione con testi tratti da una poesia di Gianni Milano, poeta e attivista di Torino, creata appositamente per Stirpe.
Grazie, Gianni ammiro molto ciò che fai.
Fummo spuma di onda nell’abbraccio del mare
e il nostro canto era gocciole di musica
impronte di parole nella pietra del mito.
Sorelle nel vortice d’incanto
madri dello stupore
tenerissimi inviti alla passione.
Ed ora udite lo strazio del lamento
di chi ha smarrito un sogno una speranza
di chi si è perso nei vicoli del nulla.
Sirene addolorate, icone in sale,
cos’è rimasto della spuma d’onda
e delle braccia tese ai marinai?
Un guscio di conchiglia vuota
smarrita sulla spiaggia dalla risacca
assieme alle bottiglie dei messaggi.
E nessuno saprà donde venimmo,
solo il rauco richiamo dei gabbiani
e il nero delle nuvole nel cielo che annuncia la burrasca.
Gianni Milano
Grazie, Gianni ammiro molto ciò che fai.
Fummo spuma di onda nell’abbraccio del mare
e il nostro canto era gocciole di musica
impronte di parole nella pietra del mito.
Sorelle nel vortice d’incanto
madri dello stupore
tenerissimi inviti alla passione.
Ed ora udite lo strazio del lamento
di chi ha smarrito un sogno una speranza
di chi si è perso nei vicoli del nulla.
Sirene addolorate, icone in sale,
cos’è rimasto della spuma d’onda
e delle braccia tese ai marinai?
Un guscio di conchiglia vuota
smarrita sulla spiaggia dalla risacca
assieme alle bottiglie dei messaggi.
E nessuno saprà donde venimmo,
solo il rauco richiamo dei gabbiani
e il nero delle nuvole nel cielo che annuncia la burrasca.
Gianni Milano
Speed drawing della copertina
Stirpe di Pesce.
La fiaba scura di una figlia delle onde, in un mare violato dallo scarto lontano dalle spume, che incontrerà un mondo corrotto e contorto che rischierà di farle avvizzire l’anima. Un viaggio malato dai fondali più neri ricolmi di spazzatura e poi su, verso un mondo che di nero ha il cuore ormai corrotto degli abitanti.
Oppure il contrario?
Due mondi distanti ma che si assomigliano più di quanto non si creda. Fin dove ci possiamo spingere prima di venir contaminati noi stessi?
Storia scritta e disegnata da Laura Spianelli con l’insostituibile supporto morale di Simone Delladio :)
"Stirpe di Pesce"
Circa una quindicina di giorni addietro, e più precisamente il 12 Luglio, ho cominciato a postare sulla mia pagina Fb le novità riguardanti un nuovo progetto a fumetti (o forse dovrei chiamarlo il mio primo progetto a fumetti??) dal titolo "Stirpe di Pesce".
Il mio primo progetto, perché questa storia a fumetti è tutta "made in Spianelli", storia, matite e colori, e poi perché non ha nessun intermediario. Non ha editore ma sarà un progetto autoprodotto.
Dimenticavo: anche le paranoie derivanti dal lavoro di Stirpe sono tutte autentiche al 100%, con sfumature che variano da: "sto perdendo tempo, sarò una fallita comunque" a "questa pagine non le guarda nessuno, ho sbagliato mestiere".
Insomma, fa tutto parte del gioco, e ammettere le mie debolezze sulle pagine pubbliche del blog, mi fa sorridere ma aumenta anche in me la voglia di procedere.
Di che sto parlando??
Comincio a fare vedere qualcosa partendo proprio dalla copertina ;)
Il mio primo progetto, perché questa storia a fumetti è tutta "made in Spianelli", storia, matite e colori, e poi perché non ha nessun intermediario. Non ha editore ma sarà un progetto autoprodotto.
Dimenticavo: anche le paranoie derivanti dal lavoro di Stirpe sono tutte autentiche al 100%, con sfumature che variano da: "sto perdendo tempo, sarò una fallita comunque" a "questa pagine non le guarda nessuno, ho sbagliato mestiere".
Insomma, fa tutto parte del gioco, e ammettere le mie debolezze sulle pagine pubbliche del blog, mi fa sorridere ma aumenta anche in me la voglia di procedere.
Di che sto parlando??
Comincio a fare vedere qualcosa partendo proprio dalla copertina ;)
domenica, marzo 15, 2015
#Maxiprocesso #NoTav 2 Dicembre 2014
Il resoconto a disegni qui sotto
riportato, realizzato durante il Maxi Processo ai danni di 53 NoTav
il giorno 2 Dicembre 2014, lo dedico ad Antonio Ginetti e a tutti/e
coloro che sono stati/e perseguiti/e e poi condannati/e dalla
“giustizia” torinese.
Ora, a fine processo, so che le
condanne sono state in tutto 47 per un totale di 142 anni e 7 mesi
di reclusione. Un bel totale per chi protegge la propria terra da
infiltrazioni mafiose oltre che da danni irreparabili all'ambiente.
Il 2 Dicembre, grazie alle arringhe
degli avvocati e a i video trasmessi, sono venuta a conoscenza di
un'altra parte importante dei fatti ricostruiti durante quelle
giornate di manifestazione nell'estate del 2011, fatti di cui la
stampa non ha mai parlato e che lo stesso tribunale di Torino non ha
preso in giusta considerazione e con il peso che dovevano avere.
Spero che questo mio piccolo contributo
possa, seppur in minima parte, aiutare la divulgazione delle notizie
di cui in rete non mancherete di trovare abbondante materiale video.
Dopo la partenza mattutina da Voghera,
eccomi nuovamente qui vicino al carcere delle Vallette nel parcheggio
nascosto destinato all'aula bunker.
Il parcheggio è deserto quindi ne
approfitto per disegnare due agenti che parlottano vicino ad un
cellulare della polizia.
Per entrare in aula il percorso è
sempre lo stesso: prima tappa per la registrazione con documenti alla
mano, una seconda tappa con svuotamento dello zaino e controllo della
persona con metal detector (sottolineo alla signora carabiniere che
porto un reggiseno col ferretto ma l'apparecchiatura non lo segnala e
io levo i tacchi).
Dentro l'aula bunker ritrovo i compagni
e le compagne del movimento con cui scambio saluti e abbracci. Sono
consapevole della situazione pesante in cui si trovano 53 NoTav
indagati/e e sotto processo, ma ugualmente non riesco a frenare la
felicità di rivedere tutti e tutte.
La consapevolezza delle idee comuni ci
unisce ma... non voglio parlare di questo, ora! Il mio compito è
quello di carpire più informazioni possibili dalla giornata di oggi
dalla mia posizione privilegiata vicino al banco degli imputati.
(nota per chi non ha mai visto il
presente tribunale: l'aula bunker è molto grande e solo una piccola
porzione in fondo, rispetto al banco degli imputati e del giudice, è
organizzata per cittadini e cittadine intenzionate a seguire il
processo; da questa posizione non si vede nulla e si sente pure male.
Il resto del tribunale è aperto solo a imputati, avvocati,
giornalisti e giornaliste- N.d.a)
Quella di oggi è la giornata
dedicata alle arringhe degli avvocati difensori.
Avvocatessa Cagià, arringa in difesa
di Delsordo:
“Delsordo è stato accusato di lancio
di pietre ma, in questo processo, si è dimostrato come il lancio di
una di lacrimogeno e una pietra, NON PORTATE DA CASA, siano
risposte dettate dalla rabbia di un momento.”
L'avocatessa Cagìa continua:
“E' stato inoltre ampiamente
provato, grazie al materiale filmato dalle stesse forze dell'ordine,
che il 3 Luglio 2011 L'USO SPROPORZIONATO DI LACRIMOGENI HA PRECEDUTO
QUALSIASI REAZIONE DEI MANIFESTANTI, che gli agenti si erano da tempo
preparati con maschere antigas e loro stessi HANNO TIRATO PIETRE IN
MODO IMPONENTE TANTO DA FAR APPARIRE LA SCENA UNA GUERRA DI TRINCEA.”
Io stessa sono rimasta senza parole
quando sono stati trasmessi i video in cui i poliziotti ordinavano
contro chi sparare lacrimogeni ad altezza uomo con l'intento di
colpire.
Altri video facevano chiaramente
vedere agenti di polizia che lanciavano pietre contro la folla.
I video in rete si trovano.
Mi chiedo velocemente, tra un disegno e
l'altro, quante persone oltre noi che seguiamo i processi, sappiano
di tali video prima di gridare “terroristi” in direzione dei No
Tav.
Mentre disegno, l'avvocato Cognini,
nella sua arringa, sottolinea perfettamente una questione che ho più
volte anch'io tentato di spiegare, usando però termini molto meno
efficaci:
“Per decidere con serenità dei
fatti, questi vanno restituiti alla loro dimensione storica , uscendo
dalla finzione dove gli imputati sono i cattivi, i PROFESSIONISTI
DELLA VIOLENZA.
Non è così.
Il movimento NoTav ha una storia comune
pur tra tante differenziazioni e un pezzo di quella storia si trova
sul baco degli imputati.
Rompiamo lo stereotipo del piacere
della violenza come una sorta di hobby, ma ribadiamo come
RESISTERE COSTI FATICA, è UNA SCELTA NECESSITATA DALL'URGENZA DI
DIFENDERE I DIRITTI PERSONALI E COLLETTIVI. Restituiamo
autenticità e dignità al movimento e agli imputati; dico questo non
solo per un senso di giustizia ma per eliminare il rischio più
grande che riguarda tutti/e, ovvero che è GIUSTO CI SIA UNA
CONFLITTUALITA' SOCIALE IN UNA DEMOCRAZIA, COME è GIUSTO CHE IN
CERTI CASI SI VìOLI LA NORMA. Spesso sono nate emancipazioni da
essa e solamente nelle dittature l'oppositore politico viene
disegnato come un bandito!”
(Grazie a Massimo di Tg ValleSusa per
le registrazioni audio e grazie a Simonetta di Tg Maddalena per i VIDEO e gli ARTICOLI – N.d.a)
Avvocato Molè in difesa di Schiaretti
Matteo.
Matteo sembra essere stato
“riconosciuto” dall'accusa per due fotografie scattate in due
diversi momenti: una foto è stata estrapolata dalle riprese video
fatte dall'elicottero l'estate del 2011, durante la manifestazione,
l'altra è stata fatta durante un controllo del pullman sul quale
Matteo viaggiava di ritorno -forse- dalla Valle.
Nelle due foto, le due figure portano
una maglietta gialla (è una prova?!) e si intravede un tattoo sulla
mano destra, nemmeno uguale come hanno potuto dimostrare gli avvocati
difensori, ma queste due uniche prove sono bastate a portare a
processo Matteo.
Gli avvocati mandano uno spezzone di
video ripreso dalle stesse forze dell'ordine il giorno dello scontro
in cui si sentono chiaramente, fuori campo, gli incitamenti degli
agenti:
“Lo vedi? Tiraglielo dritto!”
“Lo vedi il bastardo qua sotto? Se
riesci a centrarlo... prendi la mira appena esce!”
(“appena esce” inteso quando esce
allo scoperto un ragazzo dal cespuglio dove era nascosto. n.d.a)
“Se riesci a centrarlo... prendi la
mira appena esce”
(l'incitamento è a centrare la
persona, il manifestante NoTav con un candelotto lacrimogeno, peso
120g e sparato con ordigni professionali a 300Km/h n.d.a)
Concludo il resoconto con alcune
immagini ridisegnate a casa e con la possibilità di avere il
fermo-immagine dei video di youtube.
Ringrazio Simonetta e Tg Maddalena per
il materiale caricato in rete di cui consiglio -vivamente- la
visione.
Nei video si vedono chiaramente
agenti che lanciano pietre verso i manifestanti.
Voci fuori campo dei poliziotti:
“Non lo prendere in faccia, eh!”
“No, sulla gamba lo prendo”
Sempre voci fuori campo degli agenti
mentre tirano lacrimogeni ai manifestanti:
“Dove glielo tiro, lì in mezzo?”
“Sì sì, se riesci sì”
“Ma io glielo tiro per fare male...”
“No no, alla testa no”
Le immagini video (ribadisco, girate
dalle stesse forze dell'ordine) riprendono chiaramente il lancio di
lacrimogeni ad altezza uomo con l'intento di colpire le persone.
Nei video si vede che i poliziotti
sparano alla folla, contro i/le manifestanti!
Quel giorno in Valle sono stati
lanciati 4357 lacrimogeni contro una folla di persone inermi.
-------------------------------------------------------------------------------------
Siti importanti da cui potrete recuperare informazioni dirette e di prima mano (le giornaliste ed i gionalisti di questi due siti riprendono direttamente immagini e audio):
La primula s'apre alla luce
Disegno da me arealizzato per una poesia di Gianni Milano:
T’accucci al mio fianco –
la primula s’apre alla luce.
domenica, maggio 25, 2014
#Maxiprocesso #NoTav
Torino, aula bunker delle Vallette
Martedì 13 Maggio 2014
Il resoconto della mattinata lo potrete trovare QUI grazie alla giornalista S. Zandiri.
Quelle che seguono sono le illustrazioni che ho realizzato all'interno dell'aula bunker delle vallette a Torino, dalla postazione dedicata al pubblico, cioè lontanissima da dove si svolgeva il processo vero e proprio.
L'aula bunker, con le sue cancellate, i vetri e le gabbie, ha tutto l'aspetto di dover accogliere degli Annibal Lecter o dei Ferox, se fossimo in un'ambientazione di Sine Requie.
Il Maxiprocesso si rifà agli avvenimenti del 27 giugno e del 3 luglio 2011.
Trascrivo un pezzo di Massimo Bonato dal giornale web TgValleSusa:
" Nessuno di essi (dei manifestanti) ha visto pietre volare
il 27 giugno, né il 3 luglio, sia come causa scatenante della pioggia di
lacrimogeni piovuta aui manifestanti da ogni lato, sia dopo, in fuga
nei boschi il 27 o risalento la provinciale di Chiomonte il 3 luglio.
Da tutti emergono sostanzialmente testimonianze identiche.
Si ricorda quindi la fiaccolata della
sera del 26 giugno, la notte insonne trascorsa in attesa del paventato
sgombero, il segnale pirotecnico all’alba che indica l’arrivo delle
Ff.Oo., e i primi lampeggianti sopra a Giaglione; la polizia nella
galleria dell’autostrada e la pinza. Per tutti l’esperienza è stata
simile quel 27 giugno, sia per chi è rimasto al piazzale, come E.L. che
presta la propria opera nell’infermeria della Libera repubblica della Maddalena, sia per chi si è approssimato alle barricate.
Come già emerso, nessuna notifica di
sgombero era stata trasmessa; nessun avvertimento preventivo volto a far
allontanare la gente dai luoghi era stato lanciato, nessuno tentativo
di dialogo era stato possibile. Soprattutto, per tutti la preoccupazione
era che la pinza meccanica in opera sull’autostrada per tagliare la
barriera frangivento potesse far del male a chi si trovava sulla
barricata, sulla quale poi si è abbattuta con disinvoltura, senza
rispetto per l’incolumità dei manifestanti che ancora vi si trovavano
abbarbicati."
Da qui continuano le testimonianze della mattinata e io disegno quel poco che riesco a vedere.
Prima di poter entrare nell'aula dobbiamo venire registrati con carta d'itentità alla mano e perquisiti, alla seconda entrata, da un carabiniere o da una carabiniera, con conseguente svuotamento di borsa e tasche.
A vigilare che tutto filasse liscio, manco a dirlo, degli agenti in tenuta antisommossa presenti in ogni angolo.
Mentre disegno ascolto i testimoni e più di una volta ho la pelle d'oca nel sentire i resoconti di ciò che è avvenuto. Come ho già scritto in precedenza, io -per fortuna- non ho mai sentito sulla mia pelle il soffocamento di un lacrimogeno, o sulla testa, sulle braccia, sulla schiena, una manganellata ben assestata, ma ne posso ben comprendere l'atroce cattiveria se, a distanza di anni, ai/alle testimoni si rompe ancora la voce mentre lo raccontano.
E malgrado tutto l'inferno subito, la domandona in serbo da parte dell'accusa è sempre la stessa: "Ha visto qualcuno che lanciava pietre?"
mercoledì, maggio 21, 2014
#Manifestazione del #10Maggio
parte 2
La prima parte la trovate QUI, cioè poco sotto il presente post :)
Come scritto sul diario, mi fermo a disegnare in mezzo a C.so Francia tra il vociare dei manifestanti, le canzoni, i passeggini e l'aria di resistenza. Mi ripeterò in quel che scrivo, ma c'è un che di magico nell'aria, di unico, un'energia che solo così tante persone tutte insieme possono creare.
Mentre disegno vengo ripresa da un giovane barbuto e capellone, molto bello, che lavora per la Tv e mi è impossibile non notare come si camuffi perfettamente tra la folla. Mi chiedo se vengano scelti apposta da una testa coordinatrice oppure se non si tratti di naturale selezione :)
Una nota: rimango ferma a disegnare almeno 15 minuri e all'orizzonte ancora non si vede la fine del corteo.
Dalle finestre del corso, mute persone ci guardano sfilare, qualcuno le invita ad unirsi al corteo ma faccio fatica ad individuarlo, siamo troppi.
Tutti i cestini della spazzatura sono stati chiusi da un'inquietante griglia metallica; oltre che zombies feroci aggrediamo anche le pattumiere? Ad ogni modo, noto che l'immondizia viene diligentemente sistemata di lato
al cestino o ancora, nella maggior parte dei casi, i/le presenti mettono in borsa o nello zaino ciò che non riescono a buttare grazie alla griglia metallica.
A fine giornata verrò a sapere che nel corteo sono presenti volontari che, con tanta pazienza, raccolgono ciò che il Comune di Torino non ci ha permesso di gettare negli appositi cestini.
A Porta Susa le camionette dei carabinieri sono tantissime.
Ritraggo una delle tante famigliole che silenziose seguono il corteo.
Poco prima di piazza Solferino sento della musica e vengo a sapere che al corteo si è aggiunta una banda e si fanno chiamare: "Banda No Tav". Intonano subito "Bella Ciao".
In piazza ci fermiamo e anche qui, grazie al passaparola, ne scopro il motivo: la parte di corteo precedente alla mia, si ferma davanti allo schieramento militare per lasciar passare il tronco palesemente anarchico ed i/le giovani dei centri sociali, perché il sospetto è che proprio in questo posto le forze dell'ordine potrebbero manganellare. Insomma, quale momento migliore per screditare ancora di più i NoTav e gli anarchici? Perchè si sà bene che al suo interno il movimento copre frange violente e anarchiche capaci di fare chissà quali azioni indicibili!
Le idiozie sono sempre le stesse: negli anni '30 c'erano i comunisti mangiabambini, i russi che portavano via sui loro barconi frotte di inermi pargoli da divorare, ed ora ci sono gli anarchici, i centri sociali, gli immigrati... tutti violenti, tutti ladri e tutti terroristi. Tutti da mettere dietro sbarre e reti di ferro, insomma.
"Bella ciao" questa volta viene cantato in faccia a carabinieri, polizia e guardia di finanza.
In piazza Castello lascio il mio diario in mano a Simone per andare a bere alla fontanella e lui comincia a disegnare il "forno errante" NoTav, un'invenzione geniale capace di sfornare buonissime pizzette con le olive. Peccato (solo per me, ovvio) che l'attesa sia lunga, perché ne avrei assaggiata volentieri una!
Anche il "Forno Errante" è libertà NoTav :)
lunedì, maggio 19, 2014
#Manifestazione del #10Maggio
parte 1
Io e Simone arriviamo a Torino intorno alle 13:00 circa e, una volta usciti dall'autostrada, invece di proseguire per la tangenziale, usciamo a Santena percorrendo la strada statale.
Al casello già si vedono macchinate di compagne e compagni diretti in quel di Torino. Provo una bella sensazione, in qualche modo le manifestazioni mi ricaricano d'energia :)
Arrivati in città, Simone mi lascia all'angolo tra C.so Vittorio e C.so Peschiera perché i vigili hanno già chiuso C.so Vittorio, appunto... ma il bello deve ancora arrivare!
Ed eccomi in p.zza Adriano, la piazza del raduno di sabato 10 Maggio!
Non perdo tempo e comincio subito a disegnare sulle pagine del mio diario, salutando qui e là persone amiche e persone conosciute in altre occasioni che mi si avvicinano. Per quel che posso vedere siamo davvero tanti.
Ma ciò che mi lascia senza parole e mi fa cadere la mascella è l'enorme barricata di ferro e cemento eretta tra i manifestanti e il proseguimento di C.so Vittorio dove c'è il tribunale di Torino, barricata presidiata da innumerevoli mezzi delle forze dell'ordine... una muraglia lunga e stupida, nella sua immobile inutilità. Quasi quasi mi sento in gabbia. Ma che ci sta a fare tutta quella roba lì? Devono mica difendersi da un'orda di zombies mutanti? Che diamine, siamo in Italia, un paese democratico, patria della pizza, un paese civile, mica in Palestina! Dico bene?!
I poliziotti, costantemente in tenuta antisommossa, oltre la griglia metallica ci guardano impassibili e temerari, manganelli alla mano.
Raggiungo un banchetto del movimento NoTav dove acquisto due foulard (uno per me e uno per Simo che arriverà più tardi) ed un fischietto per Simone. Ho il tempo di ritrarre il signore che lavora presso il minuscolo e fornitissimo banchetto, sono 14:30 passate.
Trascorrono altri minuti e, come rappresentato nella vignetta disegnata sul mio diario, vengo a conoscenza del motivo per cui il corteo non si è ancora messo in marcia: dei gruppi NoTav provenienti da fuori Torino hanno difficoltà a raggiungere la città per via delle forze dell'ordine che si prodigano, da una parte, fermando massicciamente i manifestanti nella stazione di P.ta Nuova, dall'altra parte, controllando/rallentando i pullman in uscita dall'autostrada.
Il gruppi di Milano e di Roma arrivano rumorosi e pieno di canti, sparando piccoli fuochi d'artificio. I giornalisti, che fino ad allora si erano camuffati nella folla, escono allo scoperto e cominciano a fotografare come selvaggi in cerca di uno scoop. Fotografano anche me intenta a disegnare.
Cammino veloce per vedere il più possibile del lunghissimo corteo, i visi dei presenti, gli striscioni, i canti, è tutto così pieno di vita e aspettative che i barricamenti della polizia passano in netto secondo piano. Ad un certo punto mi affianco ad una signora dell'età di 80 anni circa, ha uno sguardo risoluto e una riservatezza educata. E' seduta su una sedia a rotelle spinta dal figlio. Chiedo gentilemnte alla signora se posso disegnarla e lei accetta: non le chiedo null'altro anche se mi piacerebbe sapere di più sul suo conto.
Spero di rincontrarla.
Fine prima parte.
martedì, maggio 06, 2014
#Torino, manifestazione 1 Maggio 2014
Arrivo in p.zza Castello con mezz'ora
di ritardo e sento da lontano alcune voci, radi applausi e 2 fanfare
che passano, una delle quali suona “Bella ciao”. Poi passa un
gruppo parecchio scortato e tra le facce non riesco a scorgere
nessun personaggio “importante” degno di tale scorta; in
compenso, un uomo dall'altra parte della strada urla a tutti i gruppi
in sfilata che i fascisti sono nel corteo anzi, il corteo lo aprono
proprio loro... <>
Dopo aver schizzato velocemente la
scena proseguo per via Po in cerca del corteo NoTav.
Cammino per qualche minuto in via Po
senza vedere nessuna bandiera NoTav e poi, ad un certo punto li
sento: sono i cori dei compagni in lontananza e le grida delle
canzoni di protesta. A precedere il massiccio gruppo NoTav, una
moltitudine di poliziotti e agenti in borghese, tutti carichi di
apprensione tanto da spingermi quasi via mentre gli passo vicino.
Siamo ancora in Via Po.
Arrivo bella trulla con un sorrisone
stampato in faccia vicino ai compagni che sfilano e, nel salutare gli
amici, vengo a sapere che in p.zza Vittorio la polizia ha già
caricato i manifestanti lasciando passare prima di loro il gruppo del
Pd con tutti i maggiori esponenti a favore del Tav (più tardi, a
casa, leggerò a mezzo stampa che nel gruppo c'erano Fassino,
Chiamparino ed Esposito, tesi che sfilavano con un sorriso forzato e
poco credibile per la campagna elettorale).
La brutta notizia e la tensione per la
polizia pressante non ferma il corteo che invece procede cantando a
squarciagola “Bella ciao”. Le bandiere sono tantissime e il
corteo è vivo.
Arriviamo in p.zza Castello.
Io sono davanti allo striscione
dedicato a Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò cercando di disegnare
più possibile mentre cammino. La Renna prende il microfono e con
l'amplificatore acceso intona i canti della Valle con tutti noi che
la seguiamo senza sosta. Un fotografo (o un giornalista?) mi si
avvicina e mi riprende, poi mi regala una matita dicendomi di aver
frequentato l'istituto d'arte e che una matita poteva sempre
servirmi. “Che gentile” penso io e poi procedo nella marcia verso
via Roma.
Prima i girare in Via Roma ricordiamo
con tutta la voce possibile Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò, i/le
4 compagn* ancora inutilmente in carcere. La loro detenzione speciale
di isolamento, senza prove a carico, dura da quasi 5 mesi.
CHIARA, MATTIA, CLAUDIO, NICCOLO'
LIBERI TUTT* LIBERI SUBITO!
Il corteo intanto si è fermato e non
procede. Decido di andare più avanti per capire cosa stia
succedendo.
Percorro via Roma sotto i portici
brulicanti di persone di tutte le età ed estrazioni sociali, poi
sento un forte vociare e vedo la polizia caricare per la seconda
volta, poi per una terza volta e a questo punto accade una cosa per
me quasi incredibile: le persone intorno a me si ribellano. Ma non
quelle del corteo NoTav, ma proprio i passanti che passeggiavano
lateralmente sotto il porticato!
L'urlo ai danni della polizia diventa
sempre più alto e più forte, dice: “Assassini! Assassini!” e le
persone che lo urlano non stanno ferme ma vanno incontro alla
polizia, la fanno indietreggiare e fermare così che il corteo possa
riprendere la marcia e lo fa intonando ancora una volta “Bella
ciao”. Metto via il diario e canto anch'io con tutti i presenti e
la manifestazione la sento mia, come sento mie, forse per la prima
volta, le parole della melodia.
E' un momento speciale.
Finalmente siamo in P.zza San Carlo,
una meta che è costata non pochi scontri e non poche botte per i
compagni (malgrado la stampa e gli organi di informazione, il
pomeriggio stesso, volessero far credere che il corteo fosse formato
da violenti anarchici antagonisti e blablabla).
I No Tav prendono possesso del palco e
gli altoparlanti scandiscono le parole semplici e decise di Nicoletta
Dosio, mentre un pensiero corre a Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò,
agli indagati e a quei/quelle ragazz* che nella mattinata sono stati
portati via dalla polizia.
Un gruppo di persone felici balla sulle
note della canzone “Comandante Che Guevara”.
Comincia la festa ma davvero per poco
tempo perché, grazie all'operoso lavoro delle forze dell'ordine,
grazie alla massiccia quantità di cellulari corazzati (è passato un
momento che ne ho contati 10 più le jeep) quasi tutti se ne vanno a
festeggiare in altri luoghi.
#Pasquetta #NoTav 2014
Lunedì 21 Aprile 2014, ore 9:15
Parto da Torino e lascio i miei amici non proprio in forma e con un cielo grigio che minaccia pioggia in ogni momento, ma ugualmente non ho la minima intenzione di saltare l'appuntamento a Giaglione.
Come prima tappa raggiungo la Renna e Cosimo ad Avigliana, aspetto che finiscano di preparare i panini per il picnic e poi ripartiamo insieme alla volta di Susa.
Una volta arrivati a Giaglione troviamo altri compagni che si mettono in marcia non appena arriviamo; sembrava quasi aspettassero noi! Una volta raggiunto il ponte vicino ai cancelli veniamo sbarrati da un dispiegamento di carabinieri in assetto antisommossa che ci vieta il passaggio.
Senza nemmeno pensarci due volte cominciamo a salire per un sentiero in montagna, un percorso bellissimo tra i boschi di circa un'ora che ci porterà al Campo della Memoria e da lì al campo davanti alla Clarea acquistato dai NoTav. Scende una pioggerella sottile e mentre camminiamo notiamo ben 4 salamandre nere striate di giallo che languide si godono le gocce di maltempo.
Riesco a disegnare velocemente un albero e dei compagni che camminano, ma nulla di più: non conoscendo il posto non voglio attardarmi per timore di perdere il sentiero.
Arriviamo affamati al campo, ora siamo davanti alla Clarea.
Il posto è già presidiato da compagni NoTav e da pranzi imbanditi modi picnic. Saluto velocemente le persone che conosco e poi comincio a disegnare senza perdere tempo.
In ogni angolo verde fanno capolino carabinieri, caschetti, scudi, radio e manganelli. Dall'altra parte il sentiero decretato impercorribile (è zona rossa per la Questura di Torino) le reti, il filo spinato, e oltre ancora i silenziosi e immobili bulldozer del cantiere.
Mentre disegno il cantiere, vedo ferma sul sentiero "rosso" (quando qualcuno è sul sentiero vuol dire che è della gigos o della polizia) una signora. E' da sola e dal muretto del campo alcuni NoTav le parlano. Mi avvicino e comincio ad ascoltare e disegnare.
Di seguito risporto quanto ho scritto sul diario:
Questo per me è stato il momento più
contraddittorio che abbia vissuto negli ultimi tempi. Mentre disegno
cattura la mia attenzione una signora ben educata che dal sentiero
scambia chiacchiere con alcuni NoTav.
Scopro essere il più alto grado della
Digos lì presente; è lei che dà ordine di attaccare o meno i
manifestanti, è lei che decide se usare o no gas tossici contro
persone inermi.
Ed ora la vedo lì, gentile, a dire che
i suoi figli “vanno a scuola ma non alle manifestazioni”. Un
argomento di sicuro interessante per la trama di una “nuova” e
noiosa fiction televisiva di forze dell'ordine condita con tanta
religione cristiana.
Poco lontano un gruppetto di
carabinieri parlotta osservandoci.
(Domande lecite)
“Il prefetto che sbarra oggi a noi la
strada, è lo spesso che ha consegnato le chiavi della Reggia di
Caserta a Cosentino?”
Emilio, compagno NoTav.
Riporto ciò che ho scritto mentre disegnavo:
Ad un certo punto mi sposto perché
voglio disegnare la rete del cantiere costellata di fiori colorati
appesi dalle tante persone che negli anni sono passate per questo
sentiero. Un gruppo di carabinieri mi guarda in modo sospetto e due
di loro camminano verso di me per capire cosa io stia facendo.
I colori della primavera sono
bellissimi quando il sole li scopre facendo capolino tra le nuvole.
Dal prato dove si festeggia la Pasquetta arrivo al Campo della Memoria e ne immortalo la scritta in ferro.
Campo della Memoria.
“La cosa più importante è che si
continui ad agire perché i poveri contino.
Ci incontreremo ancora. Ci incontreremo
sempre. In tutto il mondo, in tutte le chiese, le case, le osterie.
Ovunque ci siano uomini che vogliono verità e giustizia.”
Don Andrea Gallo
RESISTERE, un diritto;
OPPORSI, un dovere;
COMBATTERE, l'impegno;
VINCERE, l'utopia;
L'UTOPIA, la strada.
Oggi, per me, è la prima volta che
metto piede sul ponticello che porta in Clarea, quasi non ci credo.
Scherzando con la Renna lo calpesto per
bene, mi siedo sul muretto e me lo godo pensando al momento in cui
l'avvenimento potrà ricapitare, e sempre per gentile concessione
dell'esercito.
Con la scusa di parlare con noi, anche i carabinieri e la digos si mettono sul ponte. Qualcuno tira fuori un tablet e legge la notizia del giorno: sarebbe stata ritrovata una bomba molotov NoTav nel campo in Clarea... bomba che in realtà non era altro che un trenino in legno colorato e lasciato nel campo per la manifestazione che doveva avere luogo lì. QUI l'articolo.
I carabinieri ridono, la signora capo della digos pure ed io disegno due dei tanti lacrimogeni sparati chissà quando ad altezza donna/uomo.
Pian piano ci buttano fuori dal ponte che ritorna (così sembra) di dominio dei manganelli e dei caschetti.
mercoledì, ottobre 16, 2013
#Alfano ospite a "Porta a Porta"
Alfano, un uomo tutto d'un pezzo, un uomo che non "le manda a dire" ospite da Bruno Vespa alla trasmissione Porta a porta.
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